La trama dei sensi

Scienza, linguaggio e culture della percezione.

Libri da annusare

Illustrazione editoriale per l’articolo Libri da annusare.

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Che cosa imparano i bambini quando l’odore entra nella pagina

In un libro tradizionale una mela può essere nominata, descritta o raffigurata. In un libro scratch-and-sniff può anche essere annusata. Il lettore gratta una piccola superficie incorporata nella pagina e rompe microscopiche capsule contenenti la sostanza aromatica. Per qualche istante, l’immagine e la parola vengono accompagnate da un odore.

I libri da grattare e annusare circolano almeno dagli anni Settanta e sono stati considerati soprattutto prodotti di intrattenimento. Uno studio pubblicato nel 2025 su Multisensory Research li ha invece esaminati come oggetti culturali capaci di mostrare in quale modo l’olfatto venga progressivamente introdotto nella lettura e adattato alle diverse età.

Un archivio insolito

Jas Brooks, Natalia Kucirkova e Charles Spence hanno analizzato 334 libri contenenti elementi olfattivi. Non hanno osservato bambini mentre leggevano né misurato sperimentalmente ciò che imparavano: hanno studiato i libri stessi, classificando gli odori proposti, le fasce d’età previste, le parole impiegate e il rapporto tra stimolo olfattivo, immagini e narrazione.

La ricerca non dimostra che annusare una pagina migliori automaticamente il vocabolario, la memoria o la comprensione. Mostra però che gli editori organizzano l’esperienza olfattiva in modo tutt’altro che casuale e che la complessità tende a cambiare con l’età dei destinatari.

Questo è l’odore della mela

Nei libri rivolti ai più piccoli compaiono soprattutto odori semplici e facilmente riconoscibili. La fonte viene mostrata e nominata in modo esplicito: il bambino vede l’oggetto, ne legge o ascolta il nome e annusa la zona corrispondente. Parola, immagine e odore coincidono apertamente.

Il libro fornisce già la risposta e mostra come una sensazione difficilmente nominabile possa essere collegata a una fonte visibile e a un’etichetta linguistica. Per l’olfatto è un passaggio particolarmente importante: nelle lingue europee gli odori vengono infatti nominati soprattutto attraverso la fonte.

Quando il libro non dice tutto

Con l’aumentare dell’età prevista, il rapporto diventa meno diretto. L’odore può non essere nominato immediatamente oppure può comparire come conseguenza di un’azione narrativa. Il lettore deve allora ricostruire la fonte, prevedere ciò che sentirà o interpretare la reazione dei personaggi. L’olfatto non serve più soltanto a confermare un’identità. Diventa un indizio.

Dalla mela ai piedi puzzolenti

Nei libri destinati ai più grandi compaiono più frequentemente piedi maleodoranti, rifiuti, animali e funzioni corporee. La risposta più immediata è che fanno ridere. L’odore sgradevole introduce una forma di trasgressione controllata: il libro permette di incontrare ciò che normalmente viene evitato o giudicato sconveniente, ma lo racchiude in un gioco condiviso.

La risata non è però priva di contenuto sociale. Per comprendere la battuta bisogna già sapere che alcuni odori sono considerati imbarazzanti, che non dovrebbero comparire in certi ambienti e che provocano reazioni convenzionali. Il bambino impara gradualmente che alcuni odori possono essere esibiti, altri nascosti; alcuni associati alla cura, altri alla sporcizia.

Un odore fabbricato

Ciò che viene annusato non è la mela raffigurata, ma una sostanza prodotta per rappresentarla. Il bambino incontra non l’odore naturale dell’oggetto, ma una sua ricostruzione convenzionale. La fragranza deve essere stabile, riconoscibile e abbastanza intensa da sopravvivere nella pagina.

Il libro sensoriale non elimina la mediazione. La rende più complessa. Il lettore passa dalla parola e dall’immagine a una rappresentazione chimica culturalmente riconoscibile della cosa.

Leggere con il corpo

La lettura viene spesso immaginata come un’attività soprattutto visiva e mentale. In realtà il corpo è sempre coinvolto. Il libro scratch-and-sniff rende esplicita questa componente. Per accedere a una parte del testo bisogna eseguire un gesto, produrre attrito, avvicinare il naso e inspirare. L’informazione deve essere attivata.

Quando l’odore replica soltanto ciò che immagine e parola hanno già comunicato, rischia di rimanere una decorazione. Quando invece fornisce un indizio, modifica l’atmosfera o permette di condividere la prospettiva di un personaggio, entra nella costruzione narrativa.

Verso un’alfabetizzazione olfattiva?

Gli autori ricorrono alla nozione di olfactory literacy: la capacità di prestare attenzione agli odori, distinguerli, collegarli alle fonti, descriverli e comprenderne i significati sociali. I libri odorosi potrebbero offrire un primo spazio nel quale queste capacità vengono esercitate insieme alla lettura verbale e visiva.

È un’ipotesi promettente, ma ancora da verificare sperimentalmente. Il merito dello studio consiste nell’aver preso sul serio oggetti editoriali considerati per decenni poco più che giocattoli.

La pagina non è inodore

I libri da annusare non dimostrano che inserire un profumo renda automaticamente la lettura più ricca. Mostrano però che l’odore può identificare una fonte, diventare un indizio narrativo e trasmettere giudizi e norme sociali.

La superficie da grattare non aggiunge soltanto un senso alla pagina. Mostra come i sensi vengano educati attraverso parole, immagini, aspettative e valori. Anche imparare ad annusare significa imparare che cosa una cultura ritiene riconoscibile, gradevole, ridicolo o sconveniente.

Letture essenziali

Brooks, J.; Kucirkova, N.; Spence, C. (2025), «How Scratch-and-Sniff Books Encode Smell Across Development», Multisensory Research, 38(6–8), pp. 543–585. DOI: 10.1163/22134808-bja10176.

Spence, C.; Kucirkova, N.; Campbell, J.; Gao, Y.; Brooks, J. (2024), «Narrative Historical Review of Scratch-and-Sniff Books and Their Key Storytelling Features», i-Perception, 15(3), 20416695241257566. DOI: 10.1177/20416695241257566.


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